È il 10 febbraio 2016 quando Carlo Conti
chiama sul palco della sessantaseiesima
edizione del Festival di Sanremo il maestro
Ezio Bosso, pianista, contrabbassista,
compositore e direttore d’orchestra di fama mondiale.
La sua musica è arrivata dall’altra parte
del pianeta, eppure al grande pubblico
italiano questo nome dice poco. Solo gli
addetti ai lavori e gli appassionati di musica
più attenti conoscono il talento dell’artista piemontese. Il resto d’Italia si interroga
su chi sia il ragazzo dal sorriso travolgente
e dalla vitalità contagiosa che è appena
salito sul palco su di una sedia a rotelle.
Il Maestro è visibilmente emozionato.
D’altronde il Teatro Ariston è il regno del pop,
e lui non sa come verrà accolto: “Devo fare qualcosa che mi fa stare bene” dice a Conti, conduttore e direttore artistico della kermesse. Così si affida a un termine semplice e universale: “Quando inizio un concerto dico ‘ciao’ ”.
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