Bacciocchi poker di libri sulle culture Punk e Mod su Quotidiano Libertà del 04/01/2021 pag. 23
4 Gennaio 2021

Un testo sui Clash, una guida con spunti di riflessione e ascolto, una consulenza artistica e la ristampa di “Mod generations”

Pietro Corvi PIACENZA

Negli ultimi mesi è tornato ne-gli scaffali con un poker di libri. Uno è uscito per la sua nuova pic-cola casa editrice nata in collabo-razione con Officine Gutenberg. E’ Cometa Rossa: «un’iniziativa personale all’insegna del “do it yourself” (fallo da solo) ispirata da una frase del grande Alex Chil-ton dei Big Star, primo produtto-re dei Sex Pistols e scopritore dei Cramps. “Se stampi solo 100 co-pie di un disco - disse - arrivano alle 100 persone nel mondo che più lo desiderano”. Ecco, nell’at-tuale bulimia editoriale in cui ogni mese escono decine di libri musicali su ogni argomento pos-sibile, ho pensato di produrre qualcosa palesemente di nic-chia». Ovvero, libri dedicati a per-sonaggi e fenomeni che possono interessare, appunto, un centi-naio di persone. Quattro volte i famosi 25 lettori del Manzoni. Antonio Bacciocchi, musicista, sempre più prolifico scrittore e blogger esperto di “sottoculture” (Mod e Punk su tutte) e firma di Libertà (la sua rubrica “La musi-ca ribelle” esce ogni domenica in “Portfolio”), ha battezzato Come-ta Rossa con “Sandinista”, prezio-so libricino dedicato all’omoni-mo album dei Clash, 1980, il quarto della band inglese che più di ogni altra seppe alzare l’asticel-la del punk ibridandolo con la cultura “black”, giamaicana e riempiendolo di nuovi contenu-ti: «uno dei dischi fondamentali nella storia del rock - annota Bac-ciocchi - niente fu più come pri-ma». Cometa Rossa andrà avanti «se-guendo l’ispirazione del momen-to ma a fine aprile uscirà un nuo-vo libro su un gruppo di cui in Ita-lia non esistono testimonianze scritte. Sempre in 100 copie nu-merate e autografate, che non verranno ristampate, reperibili solo da un distributore indipen-dente come Hellnation. Un’ini-ziativa velleitaria e un po’ naif, ma è il mio personale assalto al cie-lo. Distinguersi per non confon-dersi». Cambiamo libro, restiamo in te-ma. “Punk (Born to lose)” è l’ine-quivocabile titolo del volume edi-to invece da Diarkos. L’ennesimo libro su uno dei momenti di mag-gior rinnovamento musicale, so-ciale e di costume del 900? Non solo, perché Bacciocchi va oltre le cronologie, biografie e infor-mazioni risapute, riorganizzan-do la storia in una guida buona per neofiti e scafati, piena di spunti di riflessione, oltreché d’ascolto, lettura e visione, dagli albori ai nostri giorni. Con sguar-do appassionato e arguto, enci-clopedico e aneddotico, arricchi-to dalle esperienze personali cu-mulate da spettatore e come pro-tagonista delle scene coi Not Mo-ving. Altri due recenti libri sono dedi-cati al movimento e alla cultura Mod, di cui Bacciocchi in Italia è stato pioniere, oggi una delle maggiori eminenze. Di “Arcipe-lago Mod” (Crac Edizioni), dedi-cato al Mod Revival in Italia (’79-’85) e scritto da Stefano Spazzi, Bacciocchi è consulente artisti-co. “Mod Generations” (Inter-no4) è invece l’attesa ristampa in ampio formato di un viaggio, ri-gorosamente in Vespa super ac-cessoriata, dal Bebop di Parker al Blues di Hooer, fino a Who e Small Faces, Jam e Oasis, con un inedito plusvalore: la riproduzio-ne anastatica del “Quaderno Mod” di Tony Face, le copertine della sua fanzine “Faces”, tra rita-gli, testi, foto e altri preziosi ma-teriali d’epoca.

IL 25 GENNAIO ONLINE

Docente ad honorem: una conferenza per l’Università Italiana di Los Angeles

Libri, libri, libri. «Non è la lezione di un nonno al ragazzino, però, fincsiamo al mondo, dobbiamo preoccu-parci del momento in cui mancheran-no i testimoni diretti di un dato even-to o fase storica. Il fenomeno delle sot-toculture in particolare sta morendo, è pertinenza di una piccola minoran-za e c’è stato un forte strappo gene-razionale. Te stimoniare di prima ma-no è importante» sostiene Bacciocchi, consapevole degli infiniti modi in cui l’industria culturale da decenni tutto mastica, digerisce e omologa, refrat-tario alla musealizzazione delle cose, tanto più del punk, che è anche un concetto nato ben prima degli Anni ‘70 e resterà eternamente e trasver-salmente valido, come ebbe a dire an-che il “guru” Don Letts (cui Bacciocchi dedica un capitolo nel libro “Punk”) da Alphaville, dicembre 2019. Ciono-nostante, forse un cerchio si chiude. E, vista l’occasione, non poteva esse-re a ltrimenti, perché «il libro è arriva-to a Los Angeles e l’Università Italia-na mi ha chiesto una conferenza sul tema, che terrò online il 25 gennaio». Diventare docente universitario punkad honorem a 60 anni. Così si apre il 2021 di Bacciocchi. E la già citata «pros-sima biografia di un gruppo a me ca-ro» in programma ad aprile per Come-ta Rossa non è l’unico impegno pro-grammato. «In autunno uscirà un nuo-vo libro per Hoepli, dedicato a lle rela-zioni tra musica pop rock e il mondo animale - a nticipa Bacciocchi - dai no-mi di gruppi a gli animali delle rockstar e le canzoni a loro dedicate, sino all’im-pegno dei musicisti per l’ambiente, il vegetarianesimo e così via. Nel mez-zo, valuto l’opportunità di altre pub-blicazioni offerte da varie case editri-ci tra cui Diarkos e, compatibilmente con la situazione pandemica in atto, preparo nuovo materiale sonoro aspettando il momento per poter tor-nare in scena dietro la batteria con i Not Moving LT D insieme a Lilith, Do-me La Muerte e Iride Volpi»