L’AQUILA – “Perché l’Italia non ha più soldi? Perché i delinquenti, i criminali che ci hanno governato dall’assassinio di Aldo Moro fino ad oggi hanno svenduto il patrimonio del popolo regalandolo ai privati che così sono diventati ricconi. Dalle frequenze televisive, alle autostrade, alla sanità. Serve una rivoluzione attraverso l’applicazione della nostra Costituzione, che non può morire sotto i colpi dell’Euro e dei Trattati europei del neoliberismo. E poi, emettere moneta e nazionalizzare tutto”.
Basta una domanda scontata, banale, per far scattare in piedi, causa rabbia e indignazione, Paolo Maddalena, classe 1936, giurista e magistrato italiano, ex giudice costituzionale, il cui ultimo libro, pubblicato dalla casa editrice Diarkos, si intitola La rivoluzione costituzionale – Alla riconquista della proprietà pubblica.
Un libro che, fin dalla sinossi, trasuda la stessa rabbia e la stessa indignazione che si ‘trovano’ nelle parole che Maddalena, in un periodo che sembra non finire mai causa gestione della cosiddetta emergenza Covid che sta annientando gli ultimi barlumi di stato sociale, rilascia al telefono con AbruzzoWeb: “L’attuale sistema economico neoliberista sta destrutturando lo Stato democratico, portando l’Italia verso un imminente disastro economico, e il mondo intero, verso un’insostenibile diseguaglianza economica. Insomma, è arrivato il momento di una rivoluzione. Una rivoluzione non violenta, costituzionalmente legittima, che tenga conto della situazione italiana nel contesto globale, e riequilibri il rapporto tra pubblico e privato, ricostituendo il ‘patrimonio pubblico’ appartenente al Popolo a titolo di sovranità”.
“Siamo vittime di una politica predatoria – continua Maddalena a questo giornale – distruttiva, attraverso un sistema patologico che è quello che permette di aiutare i ricchi a diventare sempre più ricchi e impoverire tutti gli altri. Una politica che viene attuata anche dall’Unione Europea del neoliberismo sfrenato. Ecco perché all’Europa dei ‘famosi’ soldi del Recovery Fund non credo”.
“La nostra Costituzione, però, va esattamente nella direzione opposta, basta leggere l’articolo 3 – prosegue l’ex docente di Diritto romano – Invece, i nostri sciagurati governanti hanno privatizzato tutto, ma le privatizzazioni sono il crimine maggiore contro il popolo. Motivo per cui andrebbe processato chi le ha fatte”.
“Purtroppo – aggiunge – quello che viviamo anche in questa crisi Covid, è il frutto di ciò che l’Italia ha dovuto subire dall’assassinio dello statista Aldo Moro. Un assassinio voluto dalle massonerie anglo-americane e dal Bilderberg tedesco. Quel 9 maggio 1978 è una data spartiacque per la nostra storia“E oggi ci ritroviamo con la ricchezza che va sempre di più al vertice della piramide, anziché andare alla base – afferma ancora Maddalena – Questo è il neoliberismo, questo è ciò che non prevede la nostra Costituzione, questa è la distruzione dello Stato che tutela il popolo. Lo Stato deve intervenire nell’economia, non privatizzare tutto secondo quanto voluto da gente innominabile per far guadagnare poche persone. Le leggi incostituzionali fatte dai vari Mario Monti, Massimo D’Alema, Matteo Renzi, eccetera, tutta gentaglia da incriminare, hanno alla fine privatizzato tutto. Abbiamo perso tutto per colpa di una truffa: lo Stato non dice che dà quei soldi ai privati, ma trasforma ciò che è pubblico in una Spa. Quindi alla fine dà quei soldi ai privati, che tutelano i soci, e non al popolo”.
“In questo scenario, i Trattati europei sono assolutamente contrari alla nostra Costituzione – alza ancora il tiro l’ex giudice costituzionale – La Germania, prima di firmare un Trattato, si fa dare il parere della Corte Costituzionale, invece qui si va alla cieca. Lo ha fatto anche il ‘grande’ professor Monti, quello dell’università ‘Bocconi’, che considero un pessimo individuo e un pessimo professore. Ma penso anche a gente come Matteo Renzi, capace di spianare la strada del nostro petrolio alla Total e alla Shell, che ha distrutto il Corpo forestale dello Stato, che ha cercato di fare la riforma costituzionale costringendomi a fare un tour in giro per l’Italia per spiegare i danni di quella riforma, che ha contribuito a distruggere il mondo del lavoro. Un servo dei servi, che adesso vorrebbe fare un governo con Silvio Berlusconi”.
“Poi – è un fiume in piena il giurista – ci si mettono anche gli altri, come il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che sanno solo proporre, come nel caso del Recovery Fund, che non prenderei perché dobbiamo emettere la nostra moneta, progetti schifosi, ma del resto noi siamo gli imbecilli che hanno trasformato la Banca d’Italia in una banca privata”.
“Se ci sono forze politiche in grado di tirarci fuori dal liberismo europeo, come ItalExit di Gianluigi Paragone? Penso che quel progetto politico vada addirittura oltre ciò che possiamo fare adesso. Mi spiego: dobbiamo prima costituire una fonte di produzione nazionale, cioè riprenderci, come popolo, la ricchezza nazionale. E poi trattare con l’Europa. Se l’Europa diventa anch’essa conforme alla nostra Costituzione, bene. Altrimenti prenderemo altre vie, evitando però di fare da soli, magari costituendo una unione mediterranea con le ‘varianti’ spagnole e greche di ItalExit”, è il pensiero di Maddalena sulle vie d’uscita politiche da questa situazione.
“L’importante – conclude – è rimettere al centro di tutto la nostra Costituzione. Io che l’ho avuta tra le mani per tanti anni, la considero un gioiello che nessun altro al mondo possiede”.
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