E’ una via di mezzo, tra biografia e racconto, il libro di Giulio Levi (“La straordinaria storia della penna a sfera”, Ed. Diarkos), sulle origini e l'enorme successo mondiale dell'invenzione di László Bíró. Una vicenda affascinante di ingegno e determinazione, cominciata inUngheria all'inizio degli anni Trenta del Novecento. La ricostruzione di Levi si dipana attraverso intrighi commerciali, battaglie legali e mosse spregiudicate, in uno scenario internazionale con lo sfondo delle leggirazziali e della Seconda guerra mondiale, fino ai giorni nostri. Tra le invenzioni che resero celebre il giornalista László Bíró (Budapest, 1899-Buenos Aires,1985) vifuinparticolare la “penna a sfera”, chiamata poi“biro”, in suo onore. Il la- voro di reporter indusse Biro a ricercareunostrumentoper scrivere che fossepiùefficace della penna stilografica che, pur essendodiffusa all'epoca, presentava vari inconve- nienti: l'inchiostro spesso macchiava i fogli, aveva tempi lunghi per asciugarsi e doveva essere ricaricata con una certa frequenza.CosìBíró provò a sostituire l'inchiostro usato perscrivere con quello delle rotative che stampavano i giornali;maquesto, essendo viscoso rendeva la scrittura poco scorrevole.
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