"Beethoven" di Rocco di Campli. Recensione del blog Libri Nell'aria
10 Maggio 2021
Di Beethoven è stato scritto tantissimo. Genio assoluto della musica, uomo dalla vita tormentata, burbero, caparbio, destinato all’immortalità. Una vita consacrata all’arte della musica. Un musicista geniale e trasgressivo, che il destino ripaga con la sordità, quasi a sottolineare la natura divina delle sue note, mescolate in combinazioni sublimi e irripetibili, così meravigliose da accostarsi alla perfezione o alla magia, rifuggendo la matrice umana, rigettata appunto dalla sordità del suo illuminato artefice.
Un artista assoluto, che ha rivoluzionato la musica, che ha creato suoni mai ascoltati prima da orecchio umano. Un artista immortale, la cui musica viaggia nello spazio dentro alla capsula del tempo delle sonde Voyager, ad indicare l’eccellenza e l’estasi che un uomo può essere in grado di produrre. Un uomo che in vita fu tormentato da molti tarli e che adoperò la musica per scacciarli, consapevole di avere tutti i mezzi per rivoluzionare il mondo dei suoni e la concezione stessa di musica.
Rocco di Campli riesce nell’intento di scrivere l’ennesima biografia di Beethoven con grande maestria e freschezza regalando al lettore anche dei focus delle sue opere, in particolare le nove sinfonie, ma anche le sue sonate. Insomma, Di Campli riesce a confezionare un’opera completa e ben fatta, che si legge con facilità e profondo interesse. Certo, non si nega che questo sia anche merito del protagonista, un artista poliedrico e tormentato. Ma ciò non toglie il valore di questa biografia, che è davvero un’opera completa, che merita di essere letta.
Il risultato della lettura è un’empatia istantanea verso Beethoven, le sue debolezze e le sue incredibili virtù. Di Campli riesce nell’impresa di umanizzare questo sublime e immortale genio musicale, di avvicinarlo al lettore, di spogliarlo di un’aura di perfezione che non ha mai avuto nella realtà. Una sorta di riabilitazione di un genio per restituirlo alla sua dimensione umana.