QUANDO COPPI RISCHIÃ’ DI MORIRE SOTTO A UN TRENO... Da Ciclismo. Storie segrete su Esperanto Sportivo
18 Maggio 2021

QUANDO COPPI RISCHIÒ DI MORIRE SOTTO A UN TRENO

Ma in pochi sanno che proprio in quel giorno, nel corso di quella esaltante cavalcata nella Milano-Sanremo del 1946, Fausto rischiò di morire. Aveva ventisei anni. Rischiò di morire sotto il treno, quando era solitario al comando sulla riviera ligure. Un episodio agghiacciante a ben pensarci. Coppi era lanciatissimo al comando della corsa, c’erano parecchi passaggi a livello sull’Aurelia, più numerosi di quelli che si incontrano oggi.

A un tratto uno di quei passaggi a livello si stava abbassando, ma Coppi voleva passare ugualmente, magari con la bicicletta in mano. Non sapeva bene quanto era il vantaggio su Teisseire, ma soprattutto su Bartali e sugli altri che stavano reagendo. E non s’accorse, il povero Fausto, che stava già transitando – eravamo nel 1946, a guerra appena finita – l’espresso della Costa Azzurra.

Un motociclista della staffetta, tale Carini, si accorse di tutto e quasi non credette ai propri occhi. Coppi stava andando sotto il treno. Allora lo chiuse con la moto sul ciglio della strada. Coppi non s’avvedeva del treno e non capiva, reagì con una gomitata, si divincolò. E d’improvviso ecco l’espresso a velocità altissima che lo sfiorò. Coppi ringraziò l’amico. E si rimise in sella con addosso l’euforia e la paura di chi l’aveva davvero scampata bella.

Il racconto dettagliato appartiene al caro amico e grandissimo cantore di ciclismo Marco Fossati. Pensate cosa stava facendo il destino, cosa sarebbe stato il ciclismo, cosa avremmo perso se Coppi fosse finito sotto quel treno.

“Ciclismo. Storie segrete” di Beppe Conti (Diarkos), pagine 28-29.

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