Chi, da bambino, sentendo il suono delle sirene delle auto-
botti e delle autoscale dei vigili del fuoco non è corso, al grido
di “arrivano i pompieri”, alla finestra per vederle sfrecciare
nelle strade e sognare di esserci sopra e compiere con loro chi
sa quali eroiche gesta e vivere indimenticabili avventure?
Sogni inconsapevoli di chi non conosce quale spirito di altrui-
smo e solidarietà e quanta fatica comporta l’essere il punto di
riferimento e di speranza per chi si trova in situazioni di
estremo pericolo e non solo. Per comprendere chi sono i
“pompieri” e perché sono diventati un corpo, particolarmen-
te amato dalla collettività, costituito da” uomini che hanno
sfidato il fuoco cercando di controllarlo, renderlo amico e mai
un nemico, salvaguardando le persone da esso”, viene in
nostro aiuto il libro del giornalista e speaker radiofonico
Matteo Serra “La storia dei vigili del fuoco. Come si diventa
eroi” (Diarkos editore, Prwfazione di Enrico Dattilo, capo del
Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, pag. 306, Euro 18,00)
che ricostruisce le vicende che nel corso dei secoli hanno por-
tato alla costituzione di organismi dedicati dapprima al con-
trasto degli incendi e poi all’aiuto delle comunità nei casi di
catastrofi ambientali naturali o causate dall’uomo, l’evoluzio-
ne tecnologica dei mezzi a loro disposizione e ricorda le gesta
dei “pompieri” in alcuni tragici momenti della storia del-
l’umanità: dall’incendio della Biblioteca di Alessandria
d’Egitto nel 47 a.C, che si riteneva contenesse “tutto il sape-
re del mondo”, all’indimenticabile 11 settembre 2001 che ha
sconvolto, insieme a New York, le coscienze di tutto il
mondo. La necessità di contrastare gli incendi e possibilmen-
te di prevenirli è stata affrontata dalle varie comunità per lo
più affidando a gruppi di volontari le funzioni antincendio.
Solo alcune menti illuminate hanno realizzato “corpi” speci-
ficamente organizzati per contrastare gli incendi: Ottaviano
Augusto nell’antica Roma, nel 22 a.C. e nel 6 d.C., Carlo
Magno in Francia nel IX secolo, Luigi IX nel 1254 in Francia,
le città di Milano e Firenze nel XIII e XIV secolo, Luigi XVI di
Francia che nel 1667 ha autorizzato la creazione del primo
vero e proprio corpo di vigili del fuoco (i sapeurs-pompier),
Napoleone che nel 1810 istituì il “Battaillon de sapeurs- pom-
piers”, regolato da norme dettagliate e moderne, Ferdinando
II di Borbone, re di Napoli, che applicò al Corpo dei Pompieri
il “Regolamento”, considerato la Bibbia dei vigili del fuoco,
redatto nel 1846 dal Comandante Francesco del Giudice che
dettava le norme che regolavano l’istruzione dei pompieri
sull’uso dei macchinari a disposizione, sull’organizzazione
interna, sul vestiario, sulla necessità di una adeguata prepa-
razione fisica e conoscenza del territorio sul quale si doveva
intervenire, fino agli attuali corpi dei vigili del fuoco istituiti
nei vari Stati. Molto interessante l’evoluzione tecnologica dei
mezzi a disposizione dei vigili dai secchi d’acqua, passati di
mano in mano, alle prime pompe dei romani, i siphones, a
quelle montate su carrelli spinti a mano, a quelle progettate
dallo scienziato francese Besson nel 1578 montate su carrelli
trainati da cavalli, a quella manovrabile a mano ideata nel
1667 dal francese Dumourrier-Duperrier fino agli estintori
portatili e ai moderni e sofisticati mezzi a diposizione er
intervenire in qualsiasi luogo e situazione. Ma più di ogni
altra cosa il libro è la storia di persone che, in tempo di pace
e di guerra, “hanno messo in pericolo la propria vita per sal-
vare quella di altri” in Italia (terremoti di Messina, di
Avezzano, del Belice, del Friuli, dell’Irpinia, dell’Aquila, di
Amatrice, alluvioni del Polesine, valanga di Rigopiano) o in
soccorso di popolazioni colpite da calamità in Olanda,
Grecia, Cina, Armenia, Isole Azzorre, come, tra gli altri, il
campione di sollevamento pesi Carlo Galimberti (tre meda-
glie olimpiche, cinque primati mondiali e sedici nazionali),
pompiere per vocazione, morto in servizio per ustioni dovu-
te allo scoppio di una caldaia il 10 agosto 1939, Clarence
Singleton, vigile del fuoco in pensione che rivestì la divisa per
prestare soccorso nei momenti drammatici dell’attentato alle
Torri Gemelle, Carlo Malagamba, Michele Elia e Enrico
Marchione, rispettivamente comandanti delle missioni in
Olanda (1953), in Grecia (1953) e in Armenia (1988) che “sono
riusciti ad esportare una concezione di italianità non solo
legata ai classici stereotipi ma anche a valori profondi e radi-
cati”.
Vittorio Esposito