L’AQUILA – “La pace è il sentiero dei Giusti verso la libertà, la luce, la democrazia e l’amore. La pace non si basa sulla forza, ma sull’amore, la cultura e la conoscenza. Abbracciamo i libri e le matite al posto delle armi, gettiamo l’odio, la rabbia e la violenza nel pozzo del nulla. Chiudiamo le fabbriche di armamenti, L’Italia firmi in Trattato Onu che proibisce gli armamenti nucleari. Solo con il dialogo interreligioso e la conoscenza possiamo costruire un mondo migliore. Donate l’8 per mille alla Chiesa, per la sua opera d’aiuto ai poveri e agli emarginati, figli di Dio e di nessuno. È sbagliato dire che la donna è uguale all’uomo perché ella non è inferiore a lui. Amiamo e rispettiamo la donna, affermiamo sempre la sua uguaglianza di diritti con l’uomo. La donna è tutto. Un mondo senza una donna è simile ad un deserto. Non è il mio mondo. La donna è madre, sorella, figlia ed amica. Lei è il cuore dell’universo, il fragrante profumo della vita. Sono innamorata dell’Abruzzo. Mi sento di avere qui un’altra casa, una seconda famiglia”.
Queste, in sintesi, le parole e il messaggio che il poeta e scrittore di origine libanese Hafez Haidar, quattro volte candidato al Nobel per la Pace e per la Letteratura, ha pronunciato venerdì 25 giugno a Sulmona mentre riceveva il Premio Nazionale Pratola 2021 per la Sezione Pace e la Solidarietà dalle mani del Presidente della Regione, Marco Marsilio, del Vescovo di Sulmona, Mons. Michele Fusco, del prof. Francesco Barone, docente dell’Università dell’Aquila impegnato da anni in Africa in progetti umanitari.
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