Descrizione del libro a cura di Ilaria Solazzo.
Frida Kahlo è un’icona senza tempo. Femminista, estrosa, appassionata, unica nel suo stile. Il fascino che esercita tuttora con la sua figura leggendaria è innegabile. Se Frida Kahlo fosse viva oggi sarebbe un’influencer. I ritratti psicologici, i colori vividi delle sue tele, la personalità spiccata e uno stile di vita tra libertà e passione che ogni donna ha invidiato. Frida Kahlo fu un personaggio rivoluzionario, tanto nell’arte quanto nella vita. Di questo e molto altro parla Valeria Biotti nel suo libro. La presente biografia si permette una chiave inconsueta, non battuta, per raccontare l’immaginario, gli amori, gli strappi e i voli di una combattente straordinaria. Recuperando non solo la portata dirompente che l’ha resa un simbolo, ma anche la dimensione individuale, strettamente personale. Per liberare la narrazione della vita di una donna – umanissima e, insieme, fuori dal comune – dalle sovrastrutture che le ha caricato sulle spalle la Storia. Uno stile narrativo ricco di variazioni. Intimista, a tratti; sgranato e quasi violento, in altri frangenti. Chiodi e fiori. Fatti e specchi. L’animo di una donna inquieta che, nelle sue battaglie, trova un equilibrio dinamico, vorticoso e perfetto. Una pittrice che ha saputo lottare per i suoi ideali, per la sua arte, cercando di affermarsi come donna oltre che come artista.
“Io non sono malata, ma sono rotta, distrutta. Sono felice solo quando dipingo”. È con queste parole che Frida Kahlo, la pittrice messicana che ha fatto della sua arte uno strumento di autoanalisi, riesce a descrivere se stessa meglio di chiunque altro. Legata agli ideali rivoluzionari al punto tale da dichiarare di essere nata nel 1910, anno dello scoppio della Rivoluzione messicana, in realtà vede la luce ben tre anni prima, nel 1907 a Coyoacán nella Casa Azul.
La vita di Frida non fu mai facile, ebbe fin da piccoli problemi di salute. Alla nascita Frida è affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiano per poliomielite, essendone affetta anche la sorella minore. Il dolore è una presenza costante nella vita di Frida. A sei anni, si trova a dover fare i conti con la poliomielite, che le lascia in eredità un arto deforme e il soprannome di “Frida gamba di legno”. Ma con la dignità e la voglia di vivere che l’hanno sempre contraddistinta riesce ad andare avanti. Dotata di un’intelligenza brillante, nel 1922 è tra le prime ragazze ammesse alla scuola preparatoria per diventare medico. A 18 anni rimane vittima di un tragico incidente su un autobus che le causa una frattura del bacino. I postumi di quell’evento (un palo le perforò il bacino e a causa delle ferite sarebbe stata sottoposta nel corso degli anni a trentadue interventi chirurgici) condizioneranno la sua salute per tutta la vita, ma non la sua tensione morale. Le conseguenze le causeranno dolori e l’impossibilità di mettere un mondo il figlio che tanto voleva. La Kahlo, però, ha sempre trasfigurato il suo dolore attraverso l’arte: scrivendo e dipingendo anche quando era bloccata a letto. La Kahlo ebbe una storia tormentata con Diego Rivera. Possiamo dire che la loro passione ardente non si piegava alle impervie difficoltà di un sentimento così grande, tradimenti e ripicche furono solo la conseguenza di un sentimento difficilmente interpretabile secondo i canoni tradizionali. Non comunque fu facile per lei sopportare il carico di quella relazione durata oltre dieci anni e che non finì con il divorzio causato dei continui tradimenti di lui (tra le sue amanti ci fu anche la sorella Cristina Kahlo).
Fragile e al contempo forte, orgogliosa ma deferente, in una lettera scrive al marito “Perché dovrei essere così sciocca e permalosa da non capire che le lettere, le tresche, e insegnanti di… inglese, le modelle gitane, le assistenti di «buona volontà», le allieve interessate all’”arte della pittura” e le inviate plenipotenziarie da luoghi lontani sono solo avventure, e che in fondo io e te ci amiamo moltissimo, e anche se passiamo attraverso innumerevoli avventure, porte sbattute, insulti e lamenti a livello internazionale, continuiamo ad amarci? Credo che dipenda dal fatto che sono un tantino stupida perché tutte queste cose sono successe e si sono ripetute durante i sette anni vissuti insieme; e tutta la rabbia che ho ingoiato mi ha semplicemente fatto capir meglio che ti amo più della mia stessa vita, e che anche se tu non mi ami allo stesso modo, comunque un po’ mi ami – non è così? E pur se ne dubito, mi rimarrà sempre la speranza che sia così, e di questo mi accontento… Amami un poco io ti adoro”. La sua storia con Diego Rivera ha segnato la storia dell’arte ma la Kahlo amò anche altri uomini e altre donne. Le lettere d’amore e le poesie sono una testimonianza indelebile della sua passione irrefrenabile. Senza rinunciare mai alla sua indipendenza ha calcato le scene dell’arte affermando la sua stessa libertà sentimentale e sessuale. Vincere le etichette, gli schemi, ammettere la propria vulnerabilità di fronte all’amore.
Frida è stata anche questo, una donna forte che rispettava le sue stesse fragilità e necessità. Ecco un passo, da quella che dichiarava di non saper scrivere lettere d’amore, da un’epistola a José Bartoli: “Da quando mi sono innamorata di te, ogni cosa si è trasformata ed è talmente piena di bellezza… L’amore è come un profumo, come una corrente, come la pioggia. Sai, cielo mio, tu sei come la pioggia ed io, come la terra, ti ricevo e accolgo”. La Kahlo affrontò sempre le disgrazie della sua vita sublimando ciò che le mancava con ciò che la appassionava. Bloccata a letto senza muoversi dipingeva, quando era triste scriveva poesie, per cercare di comunicare ed entrare in relazione con gli altri scriveva lettere. Non da ultimo la donna si dedicava anche al giardinaggio. Le piante che curò per tutta la vita sono ancora visibili nel giardino della sua celebre Casa Azul (Casa Blu), a Coyoacán, un quartiere di Città del Messico. La sua passione per piante e fiori non ci stupisce, basta osservare i suoi quadri. La botanica gioca un ruolo psicologico nelle sue tele e non un semplice sfondo ben curato.
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