“Dal Corano alla Divina Commedia” un libro che include le due culture su Daily Muslim
14 Dicembre 2021

È una pubblicazione che può essere presa ad esempio, per l’inclusione di due delle più grandi culture religiose di questo mondo, come, nel passato remoto poeti, letterati, scienziati e nobili colti facevano per una conoscenza più alta di tutte le “cose” del creato.

Il testo racconta in maniera scorrevole e appassionante dei due viaggi nell’oltretomba compiuti da Muhammad, l’ultimo Profeta e da Dante Alighieri, il Sommo Poeta. Mette in relazione l’ascensione e il viaggio notturno del primo, al-Isra wa-l-Miraj, con il viaggio del secondo, La Divina Commedia.
Il libro, edito da Diarkos, è diviso in due parti, i due scrittori sono uno, il prof. Hafez Haider, accademico e presidente onorario del del premio giornalistico M.G.Cutulli, candidato ai Premi Nobel per la Pace nel 2017 e 2020 e per la Letteratura nel 2019, Cavaliere della Repubblica italiana, e il prof Orazio Antonio Bologna, presidente della Laurea Apollonaris Poetica, membro dell’Accademia Latinati Fovendae della Pontifica Accademia Latina e vice direttore della rivista Collectanea Philologica.
La prima parte è scritta dal prof Hafez, che ci regala un testo tradotto dall’arabo molto ricercato negli anni, che lui stesso ha trovato in una biblioteca libanese e tradotto in italiano: il “Libro della Scala”, scritto dal nipote del profeta Muhammad, Abdallah Ibn al-Abbas, che narra del viaggio compiuto dal Messaggero da Makkah a Gerusalemme e nei mondi dell’oltretomba: Inferno e Paradiso.
Il professore, in un immaginario, narra come il Sommo Poeta, Dante, avrebbe potuto avere il contatto con questo libro. Successivamente, il professore, ne trascrive tutto il testo in italiano.
È stato affascinante leggerlo ed averlo tra i propri testi, quando per secoli, molti lo hanno cercato e mai trovato. Nel leggerlo sicuramente il lettore potrà trovare molti punti in comune e farsi da solo un idea della relazione tra i due importanti scritti.
Nella parte del prof. Hafez vi è anche una interpretazione del perché Dante abbia collocato il Profeta nell’Inferno, conoscendo come si è visto, nei suoi studi e testi e da letterato del tempo, il mondo artistico e letterario musulmano e, di sicuro nutrendo rispetto per esso.
Il prof Bologna invece, ha incentrato la sua parte sulla divulgazione della conoscenza dell’opera scritta da Dante. Espone tutte le varie possibili connessioni che Dante abbia potuto avere nello scrivere la sua più grande opera e, getta una nuova luce sulla figura di Beatrice come possibile immagine riflessa di Gemma, la moglie: Dante scrive di qualcuno esaltandone le doti riferendosi ad un’altra figura come per nascondere o non far arrivare il messaggio in modo diretto all’interessato. Un sistema spesso usato dai poeti nelle poesie dedicate.
Ricordiamo che Dante si innamorò di Gemma a 11 anni, lei 9, e subito le famiglie ne fecero il contratto di matrimonio, unendo i due per la vita sin dalla loro tenera età. Un’altra analogia che lega Dante e Muhammad, oltre che per il viaggio nell’oltretomba, anche nella vita privata.
Lo scritto del prof. Bologna attrae il lettore e sviscera, anche se nella sua ovvia brevità, le ragioni, le allusioni, i motivi i risvolti metafisici dell’opera.
Accenna anche al libro del frate spagnolo Miguel Asin Palacios: “La escatologia musulmana en la Divina Comedia”, che alla sua uscita, provocò scandalo tra i moltissimi sostenitori di Dante. Egli fu il primo a mettere per iscritto le possibili analogie tra i due racconti. Questo però, come dice il prof. Bologna, non certo indica che uno abbia potuto “copiare” dall’altro, ma che sia stata una delle tante aspirazioni avute.
Leggendo tutto l’insieme l’idea verrà sicuramente al lettore e potrà essere di sicuro utile ai nuovi italiani che potranno conoscere chi era Dante e cosa scrisse e il senso della Divina Commedia e, utile ai vecchi italiani sapere che le radici italiane ed europee mettono profondità anche nella cultura musulmana, cosa che molto spesso viene volutamente negata.
Dante i suoi contemporanei, per quanto se ne voglia dire, sono stati i primi, consci e inconsapevolmente consci, a mettere in relazione e ad includere i due mondi per avere una conoscenza migliore della vita e delle “cose” di questo e l’altro mondo.

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