DE ANDRE’. Vita poetica di un’Anima salva sul blog di Giusy Capone
23 Dicembre 2021

DE ANDRE’. Vita poetica di un’Anima salva ripercorre la vita di Fabrizio De André. Dai caruggi malfamati genovesi alle asperità montane della Sardegna: quali sono le tappe fondamentali in relazione ai luoghi in cui visse?

La Genova di Faber è quella degli emarginati, delle scorie della società: quegli ultimi che lo attraevano per la loro cifra profondamente diversa da quella che componeva la sua formazione borghese. La Sardegna – quella Sardegna interna, non della costa – era luogo di autenticità: una terra che plasticamente stendeva davanti ai suoi occhi la forma di una vita all’insegna della natura. Non a caso, una volta scelta quell’isola come suo buen retiro, decise di fare il contadino, fino a definirsi tale, lui che non l’aveva mai fatto. Non è nemmeno casuale che la sua produzione discografica rallenta in modo significativo. I luoghi sono sempre stati un tutt’uno con De André: una unione imprescindibile non solo per la sua arte ma per la sua stessa vita. Non si può pensare a lui senza pensare al porto di Genova o ai monti dell’Agnata.

Lei asserisce: “(…) Le sue canzoni, raccontando gli “emarginati”, aprono scenari di libertà – idee nuove, sogni, fantasie – slegati da qualsiasi gerarchia.” La lotta politica, l’adesione ad una causa: i nostri tempi possono ospitare, a suo avviso, siffatti propositi di cambiamento sociale?

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