Storia dell’Alpinismo, di Claudio Gregori, Diarkos Editore - Book forever blog
18 Febbraio 2022

Devo ammetterlo, non posso considerarmi uno sportivo, non di quelli temerari perlomeno. Però delle grandi imprese sportive subisco il fascino e resto incantato davanti alla televisione ad ammirare donne e uomini capaci di mettersi in gioco e sfidare se stessi e gli elementi della natura.

Ecco perché nella mia personale libreria ha trovato spazio STORIA DELL’ALPINISMO di CLAUDIO GREGORI. Un saggio quasi enciclopedico pubblicato da DIARKOS EDITORE che in oltre 700 pagine racconta davvero la storia dell’alpinismo e, quindi, la vita della montagna e di coloro che hanno avuto l’ardire di sfidarne le vette.

La montagna è un luogo sacro. Basta soffermarsi ad ammirarla per rendersene conto. Si resta senza parole di fronte alle sue pendici, mentre i raggi del sole bucano le nuvole e incidono nella neve archi di luce ammalianti come infiniti caleidoscopi. E poi ci sono le vette, lontane e misteriose, che anelano di essere raggiunge e toccate con rispetto, a capo chino proprio come si fa in cattedrale al cospetto della sacralità di un’effige religiosa.

Le montagne sono piramidi, torrioni, castelli, campanili. Soprattutto sono la perfetta rappresentazione della maestosità del creato e poco importa che si sia animati o meno da una qualsiasi fede. Il risultato sarà sempre lo stesso: sbigottimento, estasi, timore reverenziale. Ma anche sogno e bisogno di andare lassù, sempre più in alto, in cerca delle profondità più ancestrali della propria anima. Una scalata al contrario di dantesca memoria.

Claudio Gregori racconta tutto questo attraverso la vita dei più grandi scalatori di sempre, considerati in rigoroso ordine cronologico anche per tracciare l’evoluzione dell’alpinismo, delle sue tecniche e anche delle motivazioni che hanno spinto centinaia di donne e uomini ad arrampicarsi.

 

Il libro si rivela fin da subito una lettura affascinante e mai tediosa. Merito dell’autore, che ha scelto di puntare soprattutto sugli aspetti umani delle varie imprese raccontate. Storie spesso caratterizzata da enormi contrasti, attraverso cui la montagna è stata accarezzata, conquistata e talvolta anche vilipesa.

Ma anche storie di vita e di morte, perché la montagna prende e dà, proprio come un dio. Le tragedie sembrano essere parte integrante e necessaria della conquista delle più grandi vette del mondo. Vicende eroiche ma anche terribili rimaste scolpite nei cuori, oltre che nella roccia stessa. Tributi di sangue che pure non hanno sottratto nulla al fascino dell’impresa e che anzi hanno contribuito a rendere memorabili i nomi dei protagonisti.

Grazie al libro di Gregori il lettore può conoscere avventure umane e sportive emozionanti, capaci di togliere il fiato e far tremare come se in vetta ci fossimo anche noi, abbarbicati su un costone di roccia nuda mentre il vento soffia e spacca la pelle ghiacciata.

Tra le pagine del libro si respirano gli odori della montagne e si percepiscono le infinite emozioni vissute da coloro che hanno avuto l’ardire di farsi scalatori, esploratori, conquistatori. Una cronaca dettagliata da cui emergono personalità forti, costantemente in equilibrio tra il baratro e l’impresa titanica. E una cura quasi maniacale nel riportare dichiarazioni, commenti, analisi critiche, con il contesto storico tenuto sempre in grande considerazione in quanto variabile imprescindibile per comprendere come l’alpinismo e la passione per le scalate sia mutato nel tempo.

Un libro importante, perfetto per gli appassionati e illuminante anche per quei lettori che preferiscono guardare la montagna dal basso ma che ne subiscono il magnetismo. Perché tutti, almeno una volta, il bisogno di scalare una vetta (non necessariamente fatta di roccia) lo abbiamo sentito forte, irresistibile, irrinunciabile.

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