Per capire quanto Nikola Tesla sia ancora oggi uno degli scienziati più importanti di sempre basterebbe spegnere per qualche minuto tutti i dispositivi che ha inventato o quelli derivati dalle sue incredibili intuizioni. Il risultato sarebbe sconvolgente.
L’energia elettrica non verrebbe più erogata, le automobili non funzionerebbero e gesti semplici come accendere una lampadina o inviare delle immagini con il proprio smartphone sarebbero di fatto impossibili. E sono solamente alcuni dei possibili esempi.
È questo infatti il livello di impatto che le invenzioni di Nikola Tesla hanno avuto sul mondo e che continuano ad avere, basti pensare all’omonima compagnia creata da Elon Musk, il cui nome – Tesla appunto – non è un semplice omaggio allo scienziato serbo, ma un vero e proprio tributo a chi ha reso possibili cose come le auto elettriche.
A Tesla è dedicata una delle ultime pubblicazioni di DIARKOS EDITORE, casa editrice specializzata nel settore delle biografie, con un catalogo ricco di storie tratte dal mondo della scienza, dell’arte, della musica e dello sport.
NIKOLA TESLA – UN GENIO MODERNO di MARCO TREVISAN racconta la vita e le incredibili opere dell’inventore attraverso i ricordi e le parole che lo scienziato stesso ha lasciato ai posteri attraverso interviste, articoli, discorsi pubblici e un’autobiografia che mette in luce la personalità estremamente complessa di un uomo che definire semplicemente come “inventore” appare addirittura riduttivo.
La biografia di Trevisan in poco più di duecento pagine racconta l’intera vita di Tesla, a partire dai primi oscuri anni trascorsi in patria quando, ancora ragazzino affascinato dai meccanismi che regolano la natura, si divertiva a mettere alla prova le convinzioni che aveva maturato, spesso mettendo a rischio la propria esistenza. Un percorso esperienziale ingenuo, tipico dell’adolescenza, ma fondamentale per consentire a Tesla di individuare la strada cui era destinato, quella della ricerca scientifica.
Così Trevisan approfondisce anche gli anni in cui l’invetore, ancora studente, ha iniziato ad esplorare con maggiore accuratezza quel mondo naturale che tanto lo affascinava, giungendo ad innamorarsi di una musa particolare e sfuggente, l’elettricità. È attorno a questo fenomeno che Tesla ha costruito la propria carriera scientifica, identificando nell’elettricità l’elemento fondamentale attraverso cui poter regalare al mondo una serie pressoché infinita di invenzioni, tutte orientate al miglioramento della vita dei popoli.
Ed è qui che emerge il tratto della personalità di Tesla più affascinante, quel suo costante bisogno di guardare alla scienza e alla propria dimensione di scienziato come strumenti attraverso cui donare al mondo letteralmente pace e prosperità, convinto com’era che l’abbattimento delle tensioni sociali e tra le nazioni dovesse passare per il miglioramento delle comunicazioni. Una visione globale del mondo ante litteram sviluppata alla fine dell’800 e i cui vantaggi (con problematiche annesse) stiamo solo ora imparando a conoscere.
E se questo può apparire come un’enorme merito, qualcosa capace di rendere Tesla uno scienziato unico nel suo genere, il libro svela anche come sia stato il motivo principale del perenne dissesto economico con cui l’inventore si è dovuto misurare. Una sorta di ingenuità di fondo che lo ha reso spesso vittima indifesa dei loschi intrighi di imprenditori molto più attenti al profitto, primo fra tutti il suo sempiterno rivale, Thomas Alva Edison.
Ma parlare di Tesla significa soprattutto elencare la lunga lista di invenzioni e idee con le quali ha quasi sempre anticipato il futuro, una capacità che ha contribuito a rendere lo scienziato come una delle figure più affascinanti e misteriose del secolo scorso. A lui, come racconta Trevisan, sono attribuibili centinaia di brevetti in uso ancora oggi, ma anche idee e progetti mai realizzati che, pur essendo rimasti relegati alla carta o nella mente dello scienziato, oggi ci appaiono come finestre spalancate con sorprendente anticipo sul nostro presente e anche sul futuro che verrà.
E poi c’è il lato più folle di Tesla, quello che lo ha reso un personaggio di cui sorridere, guardato con commiserazione dai suoi contemporanei, specie da parte di chi non era in grado di comprenderne il genio o che nutriva invidia e scetticismo. Tuttavia la narrazione proposta da Trevisan restituisce al lettore una visione più rispettosa dell’inventore, pur non negando le zone d’ombra che ne hanno caratterizzato il pensiero, specie negli ultimi anni di vita.
Ciò che fa l’autore è soprattutto mettere in luce la straordinaria capacità dello scienziato di sfruttare la propria mente andando ben oltre i limiti più comuni, quasi fosse lo schermo di un computer sul quale Tesla era in grado non solo di elaborare i propri progetti ma anche di metterli alla prova, di farli funzionare in una sorta di personale dimensione virtuale nella quale tutto era possibile.
Si potrebbe sostenere che Tesla, prima ancora che scienziato e inventore, sia stato un immenso creativo, la cui scoperta più importante ha riguardato la fantasia e la possibilità di metterla al servizio della scienza, impedendo che questa restasse imbrigliata nella matassa di quelle regole che il mondo accademico spesso impone con eccessivo rigore, in virtù di una visione monocromatica dell’ingegno umano.
Leggendo il libro di Trevisan si ha la netta sensazione di conoscere finalmente uno scienziato a cui finora non sapevamo di dovere così tanto e del quale sarà inevitabile continuare a parlare, anche in quel futuro che oggi ci appare lontanissimo ma che Tesla ha saputo guardare e anticipare, mostrando al mondo le infinite possibilità che la natura e la scienza ci mettono a disposizione.