Rolling Stone - Non è solo rock n’ roll- Recensione de La Bottega dei libri
1 (nessun valore) 1970

Una storia iniziata nella Londra postbellica con protagonisti ragazzi innamorati del blues nero, poi decisi a riunirsi in un gruppo (erano sei in origine) per provare a suonare proprio quel blues…”. Rolling Stones.

Due semplici parole che racchiudono un mondo. Due semplici parole che racchiudono un gruppo di musicisti, di artisti, che hanno fatto la storia, che hanno raccontato generazioni e che ancora oggi fanno battere forte il cuore.

E quale penna se non quella del guru Guido Michelone, così esperto da farci drizzare la schiena, può raccontarci questo fenomeno e spiegarci come, dopo oltre cinquant’anni, possa essere ancora un esempio per ogni altra rock band degna di questo nome?
Parte proprio da questo la lettura; da un gruppo che, a dire dei loro membri, si sarebbe dovuto sciogliere nella seconda metà degli anni Settanta e che, invece, è ancora qui, a farci sognare, fantasticare e morire d’amore ascoltando i suoi pezzi. Unici. Inconfondibili.

Una longevità rara in questo mondo di meteore musicali, che Michelone cercherà di spiegare, senza però neanche per un attimo toglierci la magia dei nostri pensieri. E delle loro note.

 Mick, Keith, Brian, Bill  e Charlie, eh si lo so vi siete emozionati leggendoli, giuro anche io scrivendoli, studenti della piccola borghesia del Regno Unito, partono, come spesso succede, da club sconosciuti; ma con tanti sogni nel cassetto. Eh si, avete ragione! Tanto, tanto talento. Così tanto da avere sulle spalle, dopo sessant’anni di carriera, oltre mezzo miliardo di album venduti. Certo, con molti membri, ma alcuni così fissi da essere diventati delle icone, dei miti. Anche se ancora vivi.
Ok, certo, chapeau. Inchino, e tutto ciò che può esprimere rispetto o riverenza. 

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