“Dior. La magia di uno stile” – Alessia Lautone. Recensione di Amanti dei Libri
8 Febbraio 2023

Nell’immediato secondo Dopoguerra il panorama creativo della moda è in stallo: le boutique sono chiuse; è ancora vivo il ricordo del drastico razionamento dei tessuti, imposto dai governi alle case di moda durante il conflitto. È Christian Dior a far rinascere e a rivoluzionare l’haute couture con la leggendaria collezione del 12 febbraio 1947 che, suo malgrado, inventò il New Look. Questo e molto altro ci racconta Alessia Lautone nel saggio “Dior. La magia di uno stile” in libreria da dicembre 2022, edito da Diarkos nella collana Brand. La stessa con cui l’autrice ha pubblicato “Louis Vuitton. Il lusso di un sogno”. Ringraziamo la casa editrice per la copia omaggio.

A bucare lo schermo in sovracopertina è l’iconico Bar Tailleur che ha riscritto i canoni stilistici dei decenni a venire. Osservatelo con attenzione. La giacca in satin, dallo scollo aperto con misura, si indossa a pelle; vita stretta e gonna a campana fino a metà polpaccio valorizzano busto e fianchi. Uno stile che omaggia le donne con una femminilità elegante, romantica, seduttiva perché Dior:

“Intuisce che la gente cerca di buttarsi alle spalle un periodo di terrore, disastri, orrore, tristezza. Che è necessario tornare a sognare, che per sognare ci vuole coraggio“.

Come osserva Maria Grazia Chiuri, attuale direttrice creativa della Maison, il New Look rivoluziona la moda volgendo lo sguardo alla Belle Époque. Infatti tessuti importanti, introvabili fino a pochi anni prima, leggere imbottiture e corsetterie interne che danno consistenza all’abito, modellano il corpo senza rigidità. Su questi presupposti la storica competizione con Coco Chanel fu inevitabile. Anche se sarebbe più corretto dire da ‘parte di Chanel’ che, a distanza dal boom negli anni Venti, si trovava a un bivio professionale.

Pensate all’intuizione di creare una batteria di accessori (scarpe, borse, foulard, profumi e più avanti gioielli) per un Total Look Dior.

E che dire dell’idea di far sfilare una élite di indossatrici diverse per età, altezza e silhouette, fermo restando il girovita di 50 cm.! La precisazione è d’obbligo, poiché la valorizzazione dell’identità anche imperfetta delle modelle è una conquista recente, contraria all’omologazione dei corpi femminili. Sarà sempre Dior a istituzionalizzare lo stile animalier. Ma aneddoti e curiosità non finiscono qui.

Recensione al link: https://www.amantideilibri.it/dior-la-magia-di-uno-stile-alessia-lautone/