Qualcuno potrebbe pensare che i 100 metri corsi dai campioni siano il racconto di un battito di ciglio. Un fremito che inghiotte tutto. Non è così: dentro, e dietro, quello sprint ci sono lunghe storie di vita, momenti che sembra passino mai. Altro che 10 secondi o, meglio ancora, 9 secondi e 58 centesimi che poi è l'attuale record tuttora sulla pelle e sulle spalle di Usain Bolt. Avremo un'altra estate per accorgercene, magari aspettando le imprese delle frecce azzurre: da Jacobs, sperando si riprenda, a Tortu, Ceccarelli e gli altri. Certamente non bastano 1000 secondi per leggere un libro che va a tutto gas, tra passione, adrenalina ed emozioni, che accompagna la storia di 100 sprint immortali, ma ci immerge in una gara che spiega quanto sia più lunga. Il titolo «I cento metri», (Storie, leggende e protagonisti di 100 sprint da ricordare. Diarkos editore) induce alla tentazione di correre con loro: i protagonisti. Gli autori, Claudio Colombo e Fabio Monti, sono giornalisti di grande livello, per anni firme del «Corriere della sera», testimoni di diversi eventi narrati. Dalla loro esperienza ne sortisce il lato umano, dalla preparazione giornalistica aspetti tecnici e tattici di una corsa definita: la sintesi sublime di uno sport dal linguaggio universale.
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