Troppe volte si è considerata la moda una futilità , una superficialita e questo non é equo. La moda spesso, soprattutto negli ultimi quarant’anni ha spesso saputo esplorare territori che nemmeno l’arte ha osato percorre e il risulttato che spesso, molto spesso, la moda è risultata più attratta dell’arte, anche perché dietro la moda c’è spesso, oltre che alla tanto sbandierata (e banalizzata) “creatività”, anche il mestiere ,materiale, il saper fare, costruire, realizzare, qualcosa di più vicino alla fucina di Vulcano che non a certe vuote o latitanti condettualismi artistici. La moda appartiene all’effimero, ma come molte cose effimere ci è necessaria per sopportare la terribille noia di tante cose apparentemente “utili”. Tutto questo traspare in questo bel libro di Albanesi, sulle vicende della famiglia Gucci.Scritto con passione vera e con una fierezza che è propria di chi racconta con la verita, senza esagerare i fatti.
Gucci non era un artigiano, ma lo divenne e aveva le doti ideali per diventare un grande imprenditore, quale in effetti fu.Forse Gucci potrebbe non essere riconoscito nei negozi del “brand” passato in altre mani, ma devono essere fieri di esser stati una famiglia in origine, una famiglia comune che é riuscita ha creare un marchio che ha portato in giro per il mondo" il saper fare italiano."
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